Ricerca




Come chi ha spenti i lumi
e a brancicare si trova
in mezzo a buio inusitato e vuoto
e con mano protesa e tremante
cercare la via, deve,
per avanzare.

Così , sul cammino dell'ardusa ascesa.
Lassù, il richiamo,
alto dal cielo si leva
e a invitare ti viene
e tu lo senti e dici:
«qual è, Signore, la mia via ?»

                 Armando Aste


From: Armando Aste, "Pilastri del Cielo", 3rd ed., Nordpress, Italy, 2000.

(Wie einer, dessen Lichter verbraucht / und der zu tasten beginnt / im unvertrauten leeren Dunkel / und mit ausgestreckter unsicherer Hand / muss er das Leben suchen / um voran zu kommen /
So ist er angelangt auf diesem Weg beschwerlichen Aufstiegs / Da oben die Bereicherung / hoch im Himmel erhebt sie sich / um dich einzuladen kommt sie zu dir / und du fuehlst es und sagst: /
Welcher, Herr, ist mein Weg ?)



Pigliamo il caso di Armando Aste, che passa per artificialista spinto ma non è tale. Proprio a fianco della via Andrich della Punta Civetta, la cordata roveretana Aste-Susatti seguendo la fessura di destra apre un nuovo percorso, lungo il quale i tratti di VI non la cedono per nulla, anzi, in fatto di difficoltà a quelli di Alvise. Constatazione fatta da parecchi ripetitori di entrambe le vie. Cinquanta chiodi a scopo di assicurazione avevano adoperato i bellunesi, 52 la cordata trentina vent'anni dopo sulla nuova via. Che poco dopo apre la via Ideale alla Marmolada d'Ombretta, senza dubbio una delle vie più difficili e più oneste che esistano. Bravo, Aste ! Io ne ho fatto la prima ripetizione, l'unica finora, dico ch'è stato uno sforzo estremo l'uscirne fuori, col freddo, la bufera che ci capitò addosso. Se non ci fossero quei chiodi e espansione, la classificherei la più bella via delle Dolomiti.

From: Reinhold Messner, SESTO GRADO, Longanesi & C. editori, Milano, 1971.


Created June 2002, by Andreas Aste.
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